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12/01/2004

INTERNATIONAL KITE FESTIVAL – 2004
AHMEDABAD – GUJARAT - INDIA

Tourism Corporation Of Gujarat Limited is planning to hold the International Kite Festival from 12th to 14th January 2004 at Ahmedabad in Gujarat (India). Every year a large number of foreign as well as Indian Kite Flyers participate and make this festival a grand success. We had participants from various countries in previous years and they brought a most fascinating array of different varieties of Kites with them. This festival is organised in Gujarat during this period because this coincides with the Hindu festival of “Makarsankranti” which is traditionally celebrated with the flying of kites in India. This letter is to invite you and your friends, interested in our Kite Festival, to attend the above festival. I request you to kindly indicate whether you, your kite flying association, or any of your friends would like to participate in January 2004 International Kite Festival. Please let me know immediately along with the details regarding the names and addresses etc. of the participants who are interested in participating in this festival and also what kind of assistance you would require from us. As usual, we will be providing free accommodation and local transport within Gujarat and to and fro air fare between Delhi / Mumbai and Ahmedabad. Since this event requires a lot of prior preparation, I would be grateful for an early response so that we can make the event a great success. With Regards Yours Sincerely, B. Joseph. Sr. Manager – HRD. email address ahmedabad@gujarattourism.com gujtour@gnfconline.net Ecco un reportage di Patrizio Mariani – Sculture Volanti – Terni scritto nel 1999 dopo la partecipazione al festival e pubblicato sul bollettino FIVL Aquiloni sul Gujarat Di Patrizio Mariani – Sculture Volanti - Terni Ed eccoci di nuovo a volare nei cieli del Gujarat, regione situata a nord-ovest dell'India, in occasione della grande festa del “Patang" (aquilone combattente indiano ) che si è svolta ad Ahmedabad dall’ 11 al l7 gennaio. Sergio Palini, Saverio Serravezza , Daniele Santilli ed io siamo arrivati a New Delhi soltanto due giorni prima dell’inizio della manifestazione aquilonistica , da lì per raggiungere Buji, prima delle cinque città toccate dal tour , abbiamo dovuto prendere un volo interno per Ahmedabad, quindi a bordo di due autobus riservati a noi aquilonisti, abbiamo percorso i 400 chilometri ( 11 ore di viaggio) che ci separavano appunto da Buji. La strada, pur non essendo molto transitata, costituiva sempre un elemento di rischio poiché essendo molto stretta, al momento del sorpasso o quando sopraggiungeva un'altra vettura in senso opposto, l'autista era costretto ad uscire dalla carreggiata per avere maggiore spazio di manovra. La mattina successiva abbiamo dato il via alla manifestazione: cielo sereno con temperatura intorno ai 28°C, ma si stava bene perché l'aria era secca quindi respirabile non come in altri posti nei quali 1'umidità era tale che si faceva fatica a respirare (vedi Tailandia). II poco vento era sufficiente a fare alzare sia gli aquiloni piani più leggeri nostri, dei francesi e degli olandesi che i soft gonfiabili dei tedeschi. Ogni volta che se ne alzava qualcuno il lancio era seguito da un'ovazione del nutrito pubblico che accalcava le transenne disposte sul bordi perimetrali del grande campo di volo. La gente infatti era entusiasta di poter ammirare quelle creazioni multicolori cosi diverse dal loro "patang "(aquilone a forma quadrata di carta velina e bambù). A volte, addirittura, eludendo la sorveglianza del militari che effettuavano il servizio d'ordine e che erano numerosissimi, si avvicinavano a noi per poter tenere in mano il cavo meravigliandosi di quanto fosse in tensione; o per chiederci autografi rischiando cosi di dover essere respinti indietro, a volte in malo modo, dai militari severissimi. Verso le 12.30 terminava la manifestazione con il pubblico che finalmente ci poteva avvicinare, anzi addirittura ci circondava chiedendoci la nostra provenienza o ancora autografi (piccoli momenti di popolarità). II pomeriggio partenza per Jamnagar (km 160) cittadina situata sul Golfo di Kutch, sede del palazzo di un maharajah, oltre che di istituti d'arte, medicina e altre discipline scientifiche. Il pasto serale è anche un momento in cui gli aquilonisti riescono a stare tutti insieme scambiandosi sensazioni e facendo commenti sulla giornata di volo trascorsa. La mattina successiva alle 9.00 molta gente era già affluita sul campo di volo e stava ad aspettarci. Siamo stati accolti da un lungo applauso e da alcune ragazze che ci hanno messo una collana di fiori al collo ed il caratteristico "topi", punto rosso disegnato sulla fronte. Il vento non era molto quindi, per ovviare a questa situazione, gli organizzatori hanno fatto intervenire le jeep militari che trascinavano i nostri aquiloni più grandi, girando per tutto il campo. Ha così potuto volare la grande piovra che portavamo noi, il grande cobra dei canadesi, le bellissime creazioni molto sofisticate degli statunitensi, i vari aquiloni gonfiabili dei tedeschi e quelli pesanti e coloratissimi dei malesi, tailandesi ed indiani. Il giorno successivo a Rajkot abbiamo volato su di un campo da cricket in erba (gli altri erano tutti in terra battuta).Vento si, ma vorticoso ed instabile, comunque il cielo si è colorato di aquiloni di tutti i tipi, anche acrobatici. Pomeriggio partenza per Ahmedabad (km 240). Giorno 14 grande festa del "Patang". Girando tra i vari templi e moschee, mercatini pieni di colore, baracche al bordi delle strade, si potevano incontrare mucche sacre e cammelli girovaganti nel caotico traffico della città, bellissime donne avvolte nei caratteristici sari. Sciami di "scugnizzi" che ti circondavano per avere qualche rupia o qualche foto ricordo; abbiamo avuto l'occasione di poter assistere ad una delle manifestazioni di aquiloni tradizionali più seguite e pittoresche che ci siano. Penso che questo spettacolo sia unico al mondo nel suo genere: migliaia e migliaia di persone, piccoli e grandi , muniti di combattenti che si danno battaglia. Una città di circa 3.300.000 abitanti che si ferma e va a volare per le strade e sui tetti! E' una festa di colori eccezionale che sorprende l'aquilonista occidentale, sia per la varietà di decorazioni fatte sugli aquiloni, tutte eseguite rigorosamente a mano che per la gente del posto che ne acquista grosse quantità per farli innalzare in volo il giorno della manifestazione. Molto pittoreschi i rinomati bazar che si susseguono uno dietro l'altro in alcuni rioni della città e che espongono i combattenti ed i relativi rocchetti multicolori. Per strada, inoltre, Si pu6 assistere alla colorazione dei cavi con tinture di vari colori e quindi al riavvolgimento degli stessi che avviene con una tecnica particolare, cioè stendendoli prima a fasci per una lunghezza di circa quindici metri per poi avvolgerli sui rocchetti. La notte stessa alle 2.00 di nuovo in aereo per raggiungere Hiderabad, città di circa 5.500.000 abitanti più verso il sud dell'India. Lungo la riva destra del fiume Musi si trova la città vecchia ed al centro di questa c’è il Char Minar, "arco di trionfo" dell'oriente , una costruzione rettangolare a quattro archi sotto i quali si intersecano le due principali strade della città. Nel nucleo storico si trovano le moschee di Jamma Mashjid e della Mecca. Qui ci siamo fermati per tre giorni e quindi abbiamo potuto ammirare con più calma le bellezze di quei luoghi e subire il fascino che esercitano sul viaggiatore occidentale. Anche qui il vento non era molto, comunque a volte sufficiente per le nostre esigenze aquilonistiche. In pratica il festival sarebbe dovuto finire qui, ma uno degli organizzatori ci ha poi chiesto se potevamo partecipare ad un’altra manifestazione che si sarebbe svolta a Bombay, quindi insieme ad altri gruppi stranieri, siamo andati anche noi a volare sulle grandi spiagge proprio di fronte ai grattacieli di questa metropoli che si affaccia sul Mare Arabico. Tornando a casa ho pensato che forse mi verrà di nuovo la nostalgia di tornare a far volare gli aquiloni in India come è già stato cinque anni fa quando ci sono andato per la prima volta; ma penso che non possa essere altrimenti.

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