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Nome manifestazione 1° Eurofestival
Data 01/05/1997
Città Riccione
Nazione Italia
Note
Prima edizione della manifestazione ideata da Ciro Sarti e che si svolge sulla bella spiaggia della Perla dell'Adriatico; un resconto della manifestazione è stato pubblicato su KiteTime.
Da lontano si scorgono due grandi forme bianche occhieggiare nel cielo appena sopra gli alberi, in direzione del mare: sembrano galleggiare sulla brezza leggera del mattino. Poi, guardando meglio, altre forme si aggiungono ed i colori appaiono sgargianti nell’azzurro del cielo. Così, si presenta per chi si avvicina il luogo di un festival, ed allo stesso modo venerdì 16 maggio inizia la prima edizione di “E’ tempo di aquiloni...” Eurofestival di Riccione: come un faro per indicare la via ai partecipanti di questa manifestazione organizzata da Ciro Sarti e da sua moglie Loretta Ricci, editore della rivista italiana di aquilonismo che da il nome al Festival. Nei tre giorni di svolgimento più di 300 aquilonisti si sono ritrovati per questo nuovo incontro del panorama italiano, per volare insieme le proprie creazioni e partecipare ai concorsi proposti dall’organizzazione. La giornata di venerdì, ancora di “lavoro normale” per molti dei nostri amici, si svolge tranquillamente, osservando il pigro ondeggiare de “la Madonna del Botticelli” realizzata da Peter Rieleit, ospite tedesco autore fra gli altri di “Lenkdrachen”, libro che ha ispirato molti fra i nostri aquilonisti. Ed il secondo gruppo tedesco invitato per l’occasione, proveniente da Berlino, propone delta e rolloplan, oltre ad un veissage di grandi dimensioni e ad un secondo parafoil gigante. Piano piano si aggiungono i primi arrivi, e per sabato finalmente la sfilata di bandiere multicolori dei club italiani è quasi completa. Per l’occasione è stata programmata una prova del campionato italiano STACK di volo acrobatico, mentre nella zona sud del campo e di fronte al campo i “maniaci dei due e quattro cavi si lanciano in frenetiche serie di axel e trics. Finalmente nel pomeriggio il vento rinforza e la manifestazione prende definitivamente il volo insieme a decine di aquiloni. Da una secca di fronte alla zona di esibizione, Gioia e Jimmy Segre incantano il pubblico con i loro treni multicolori, in team con gli amici di Vulandra, sulle note create da Luca, ottime speaker e DJ della manifestazione. In volo troviamo i chula di Vulandra, il rokkaku Pochahontas di Rosolino Rizzi, alcuni genki alti quasi in verticale, ed i cellulari di Silvio Maccherozzi: peccato che non ci abbiano raggiunti Pino Reverberi e Giacomo Beretta, ancora alle prese con guai di stagione. E’ il momento dei concorsi: un’idea di Ciro Sarti per offrire un riconoscimento ai migliori progetti “italianissimi” di questi ultimi anni. Il premio più ambito (un soggiorno per due persone per una settimana a Riccione), si assegna da solo; forse il tempo limitato offerto dal concorso e la contemporaneità di tanti eventi aquilonistici ha impedito a molti di preparare una bandiera a tema, ed il club “Rosa dei Venti” di Lecce, capitanato da Bruno Oronzo, con una perfetta interpretazione del tema si aggiudica il meritato premio. Nella sezione originalità, fra i partecipanti prevale Alessandro Guzzetti del Gruppo Aquilonisti di Bergamo, con una foglia proveniente dai Caraibi; la sua passione nel proporre oggetti naturali come foglie, composizioni di bambù e piume da accostare al vento, è da tempo conosciuta: aspettiamo le prossime creazioni. Più difficile la scelta da parte della giuria per la sezione tecnica di costruzione e per il Premio Riccione di composizione artistica: fra i 18 progetti presentati, Jayne Edwards, professionista del settore e meticolosa realizzatrice di aquiloni conosciuti in ogni parte del mondo, Daniela Tagliavini, compagna di volo e prossimamente nella vita dell’amico Carlo Pavarani e Nicola Morvillo, avvocato di Milano con l’hobby della trazione, segretario AIAT ed attento freestyler, dopo tre giri di selezione per controllare cuciture, rinforzi, immagini e retro degli aquiloni annunciano il risultato. Primo per tecnica di costruzione risulta il “Delta Puzzle” di Fabiano Vignali di Aria di Festa da Scarlino, mentre si aggiudica il premio Riccione di composizione artistica con il “KandinskyEdo” Emilio Natale di Mestre. Dopo la cena offerta dall’organizzazione, ci ritroviamo tutti in spiaggia per l’aquilonata notturna, aspettando il vento: che purtroppo non si fa vedere. Mentre vengono consegnati i premi, il team tedesco prepara due mongolfiere in miniatura, e le alza sulla spiaggia, seguite poco dopo da quella di Alfonso Milani: al gruppo Vulandra di Ferrara, organizzatore dell’omonimo festival, viene assegnato il premio il Premio Riviera Adriatica per il gruppo più creativo, ricordando la bellissima orchestra volante, il drago Vulandrix ed ultimi i cinque grandi aquiloni tailandesi di 35 mt di lunghezza. A Silvio Maccherozzi, Carlo Pavarani ed all’autore di queste pagine il premio Penne Volanti dedicato agli autori di articoli di costruzione, tecnica di volo e reportage di viaggio. Il premio Mongolfiera viene assegnato al team tedesco: forse i nostri amici dei Lupi Volanti si sono dimenticati di iscriversi al concorso. Sarà per il prossimo anno, magari con qualche altro appassionato. L’Oscar alla carriera viene invece assegnato a Media Calderoni per una vita intera dedicata a queste creazioni; purtroppo non ha potuto partecipare alla manifestazione, ma il pensiero di tutti lo ha raggiunto con i migliori auguri per cento anni ancora di attività. Infine il concorso di fotografia aerea, basato su immagini riprese durante la manifestazione, e rinviato al giorno successivo per insufficienti condizioni di vento, verrà assegnato dalla redazione fra le immagini inviate dai team partecipanti. Nel frattempo gli amanti del volo senza vento scatenano i loro esemplari illuminati da starlite fosforescenti nel cielo stellato, trovando finalmente lo spazio che nelle palestre permette l’utilizzo soltanto di cavi da cinque metri. La mattina successiva la spiaggia si anima con un po’ di ritardo, complice la lunga notte delle stelle: e poco dopo le dieci bandiere ed aquiloni fanno bella mostra di se nel cielo di Riccione; di fianco al palco le due grandi maniche a vento occupano tutta la zona di esibizione: e tanti fra noi pensano allo “spreco” di tessuto ed a quanti se ne potrebbe realizzare con tutto quello spy; adatte ai grandi spazi del nord della Germania ed alla spiaggia di Fano, in Danimarca, restano sempre affascinanti nel loro lento roteare. Dopo qualche tempo lasciano però lo spazio ai rokkaku per lo svolgimento di un challenge; molti equipaggi si presentano, e sotto l’attenta direzione di Paolo Ruini, si inizia il combattimento. Una prima manche non eccessivamente combattuta lascia tre rokkaku in volo; nel secondo turno gli animi si riscaldano ed i cavi tagliati aumentano, per arrivare alla finale che proclamerà vincitori i Millepiedi di Foligno con “Filo d’Amore”. Il gruppo AIAT capitanato dal suo presidente Roberto Magi, presenta alcune esibizioni di traino su catamarano con la nuovissima vela gonfiabile di RiminiVola. Una delizia per gli spettatori i passaggi su due ruote in un fazzoletto di spiaggia, per finire con una prova di body surf proposta da Francesco Ponti ed altri appassionati con le loro vele Advance, Optikite, Peel e Falcon. In volo troviamo l’ultima idea di Paolo Amato con un treno di trenta pesciolini, a fianco dell’ultima creazione di Peter Rieleit, un Dracula soffice davvero realistico. Le maniche a vento a forma di drago dei tedeschi di Berlino, a fianco del Flowform di Guzzetti: finalmente non cercherà più aquiloni ai quali attaccare il suo famoso pesce-manica. Simone e Claude Quessada ci aiutano a spiegare la storia dei Cody, aquiloni cellulari di grande bellezza, ed una loro riproduzione di un Sacconnet si propone per un salto indietro di quasi cento anni nella storia degli aquiloni. A terra dischi volanti provenienti dall’Australia, una nuova realizzazione, e portati in volo dal nostro Ciro Sarti, ci propongono ancora nuove forme. Anche i miei Edo riescono ad alzarsi, e dopo poco mi ritrovo con il solito pasticcio di briglie tipico di queste forme. Senza quasi accorgerci siamo arrivati alla fine del Festival: tre giorni intensi che caratterizzano la buona riuscita di questo nuovo appuntamento. Si raccolgono le sacche, le bandiere vengono riavvolte pronte per il prossimo impegno: si torna verso casa e verso la vita di tutti i giorni. Una grande festa che lascia libera la spiaggia al tramonto, forse il momento più magico per lasciarsi alzare nel vento abbandonando i pensieri e le fatiche della settimana. Ringraziamo tutti gli intervenuti per la loro disponibilità a superare le piccole difficoltà proposte da una prima edizione, e tutti i componenti dell’organizzazione per l’impegno dimostrato; diamo sin d’ora appuntamento alla prossima edizione di “E’ tempo di Aquiloni”
Foto Staff Foto Aquiloni Foto Location
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