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Nome manifestazione 5° Festival International de l'Air de Frejus
Data 02/11/2001
Città Port Frejus
Nazione Francia
Note
I motivi che ci portano alla quinta edizione del Festival di Frejus sono molti e differenti: riscoprire a novembre delle perfette giornate di sole e di vento; poter lanciare il nostro sguardo su di un campo di volo senza coglierne la fine; ritrovare amici provenienti da ogni parte del mondo; insomma un luogo ideale per un festival di aquiloni, tanto da farci desiderare qualche edizione in più durante tutto l’anno, magari in primavera e poi in estate… A parte gli scherzi Josè Vicent, l’anima di questa manifestazione (e di altre come Marsiglia) prepara con estrema precisione ogni cosa perché noi aquilonisti si possa davvero essere gli attori di queste due giornate di novembre in riva al mare, fra spettacoli e spettatori. La formula prevede il festeggiamento di un paese all’anno in tutte le sue particolarità, dagli aquiloni al folklore, ed una fitta sequenza di dimostrazioni da parte di tutti i partecipanti, con l’intervento del pubblico non solo come giuria ma anche sul campo per chiedere e soddisfare ogni curiosità a contatto diretto degli appassionati. La scorsa edizione era toccato all’Italia essere al centro dello spettacolo, con più di cinquanta aquilonisti presenti ed una rappresentativa del palio di Ferrara che accompagnava il gruppo Vulandra (www.vulandra.it); per il 2001 sono il Belgio e l’Olanda ad essere i principali attori della manifestazione, con i rappresentanti di NCB, l’organo che raccoglie tutti o quasi gli aquilonisti del Belgio; e con Otto Vossen ed il suo progetto E2 (http://web.wanadoo.be/belkite/projekte2.htm ), i Red Baron, i Flying Circuì, Govert Van Roon, Peter e Ans Hijnen. Dal Lussemburgo il Team Jens Jungfleish poi conclude l’elenco degli stranieri con i Milotxes di Valencia. Ma soprattutto ci hanno incuriosito i Gilles Marchennois, gruppo folkloristico dagli sgargianti costumi e dagli impensabili copricapo, intenti per tutta la manifestazione a distribuire arance ai bambini, ballando a tempo di musica seguiti da una banda di ottoni e tamburi, e che poi nella serata di gala hanno davvero dato il massimo di se aiutati da un generoso ed abbondante vinello rosso delle colline della Costa Azzurra. Gli amici belgi hanno realizzato anche un “gille” volante davvero simpatico, presentato in più occasioni durante le giornate. Ma torniamo al festival: rappresentative da ogni parte d’Europa e delle Americhe ci hanno accompagnato attraverso un racconto di colori e forme stravaganti, dalle soffici stelle dallo sguardo languido alle aragoste ispirate al Sebastian della Sirenetta; al cavalluccio marino ed al gallo cedrone inseguito dai bossoli dei cacciatori tutti di Claudia e Rolf Zimmerman (www.rz-kites.com/ ); dalle riproduzioni di Minni e Topolino agli orsacchiotti ed alle onnipresenti piovre; con Gerard Clement, appassionato collezionista di oggetti volanti abbiamo potuto ammirare la “mermaid” costruita da Marco Casadio, ed il prototipo ormai datato ma sempre affascinante del Trilobite di Peter Lynn. Le stelle tridimensionali di Sylvie et François Dechizeaux da Grenoble. Ancora: il disco volante dei Vulandra accompagnato da un gruppo di marziani e da clown a quattro cavi, un concerto a più mani che ha poi dato prova della propria abilità con alcuni treni di dynakites condotti con i Segrefly, arrivando ad entusiasmare il pubblico tanto da conquistare il primo posto per il volo acrobatico. Sempre gli amici di Ferrara hanno messo in volo una rappresentanza degli occhi dal cielo, il progetto che lo scorso anno a Ferrara aveva stabilito il record di volo di aquiloni simili, aiutati dal Fucsia Team di Bergamo, dal Teampiastro di Milano, dai numerosi francesi che ne avevano costruiti e dal nostro club. La kermesse dei Vulandra si conclude con l’esibizione dell’orchestra, fantastico gruppo di aquiloni a forma di strumenti musicali ovviamente diretti da un rigidissimo direttore attento ad ogni movenza del vento. Ma non solo questo: anche i bellissimi applique dello svizzero Olivier Reymond (www.multimania.com/acielouvert/olivier.htm ); il volo di team statico dei Carpe Diem, artistico gruppo di Basilea che presenta aquiloni di fogge sempre diverse come le farfalle, o le api stilizzate, gli pterodattili, i box e quant’altro ancora possano aver creato con un metodo di volo davvero affascinante, come di uno stormo di foglie perse nel vento. Da Montpellier Claude Commalonga del CVCM con la famiglia al completo ed i suoi artistici soggetti; ancora il team acrobatico dei Lung Ta, campioni d’Europa negli anni passati, sempre pronti a stupire con figure davvero precise; i Flic di Tolosa compagnia di quattro cavi davvero scatenati; ed ancora Ray Bethell (www.raybethell.com/ ), il “senatore” del circo aquilonistico mondiale, canadese di Vancouver, capace di volare da solo tre acrobatici in team (nb non in treno), sempre a torso nudo nel vento e con qualsiasi temperatura; ed il suo discepolo Philippe Machuel, anche lui pilota multiplo di acrobatici a due cavi. Alessandro Guzzetti, detto Alejandro per le sue origini argentine, ha esposto tutto il suo giardino del vento passando poi la giornata a controllare che gli spettatori troppo curiosi non facessero danni fra le strutture in movimento. Ancora dall’Italia il Rimini Vola, da Sanremo Aquimania, da Genova Bruno Bonino, insomma una bella raccolta di appassionati in cerca dell’ultimo sole e dell’ultimo vento accanto al mare di Frejus. Da parte nostra abbiamo provato l’arco di 72 eddy realizzato da Carlo e Jana, mentre una ultima messa a punto del drago gonfiabile di Mario Galdini ci ha fruttato il primo premio fra gli statici. Il lancio del treno di trenta stelle, aquilone difficile e bisognoso di vento, di tanto vento, ci ha impegnato tutti per buona parte del pomeriggio, mentre molti fra i bambini presenti giocavano al tiro alla fune con il vento, letteralmente appesi al cavo della nostra coloratissima crown di 7,5 metri di diametro. Dall’alto i nostri sei delta dalle lunghe code, modello ripreso dalla forma di Frank Schwiemann, facevano da sipario agli aquiloni artistici del gruppo, lo swatch, l’esagono e la maschera di Jayne Edwards, i cody, i miei Pieramati e le piccole faccine di mia figlia Federica. Il desiderio di trasferirsi laggiù, sulle rive della costa azzurra, fra passeggiate al sole e piatti di ostriche e la voglia di far soltanto volare aquiloni per tutti i giorni dell’anno si fa ogni volta più forte, magari con un monolocale sul porto ed una barchetta ancorata poco distante; ma sono solo sogni. Restiamo fino all’ultimo, fino a quando il sole sparisce dietro alle colline ed ormai non si vedono più cavi e stecche appoggiati fra l’erba, come per trovare una scusa e rimandare la partenza. Ma l’Italia ed il nostro lavoro ci aspettano: soltanto 12 mesi fino alla prossima edizione. Grazie Josè, ed a presto ancora sotto il sole di Frejus.
Foto Staff Foto Aquiloni Foto Location
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