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Nome manifestazione VI° Rendez-Vous Mondial du Verdun 1999
Data 10/06/1999
Città Montreal
Nazione Canada
Note
Una intensa e festosa settimana di esibizioni; in breve questo racchiude l’Incontro Mondiale di Verdun, alla sua sesta edizione. Un festival famoso per il suo spirito spettacolare, che accompagna gli spettatori in un viaggio senza confini fra aquiloni di ogni nazione e dimensione; miscelando agonismo ed arte in una continua variazione dello show sul campo; e che raggiunge il suo culmine nel volo notturno del venerdì, fra luci perfette e musiche accattivanti, con oltre 15000 persone ad assistere. Far parte di questo gruppo fa davvero piacere; l’ospitalità è ottima, si fanno in quattro per realizzare al meglio tutto. Dany Turcot, l’amico che ci ha seguiti fin dai primi contatti, è sempre pronto ad accogliere ogni nostra richiesta; ed Yves Laforest ha organizzato un perfetto accampamento per tutti noi, fornito di zona relax, e bevande fresche. Ma vediamo di raccontare un poco le giornate. Il terreno di volo è davvero bello, sulle rive del fiume San Lorenzo in questa piccola città, Verdun, poco distante dalla metropoli Montreal; uno school-bus giallo stile americano ci preleva ogni mattina, poi colazione ed infine pronti a scegliere i materiali della giornata dallo chalet deposito. Grandi blocchi di ancoraggio per gli innumerevoli grandi gonfiabili presenti ed un bel gioco di colori fra i personaggi dei No Limits, con l’ormai conosciutissimo Aladin; poi la manta, il bruco ed il lottatore di sumo di Peter Lynn; ed ancora i bellissimi parafoil di Jos e Kaatje Valcke, che con il loro Clown hanno monopolizzato l’attenzione dei più piccini. Con questi giganti in volo restava ancora abbastanza spazio per le esibizioni del gruppo svizzero Carpe Diem, presente con cinque suoi componenti: particolarità di questo team è la creatività elevata alla settima potenza, ovvero ogni aquilonista persegue un suo stile, e per ogni modello ne riproduce sette esemplari, in modo da poter volare tutti insieme come uno sciame di farfalle, la loro prima e più conosciuta realizzazione. Michael Alvares ha incantato grandi e piccini con i suoi cellulari decorati, e giocando poi a lanciare caramelle dall’alto del suo genki. Un dorato combattente sembrava nascere dal nulla, come animato da vita propria si librava sopra le nostre teste per poi conquistare altezze vertiginose. Una magia condotta dall’indiano Stafford Wallace, capace anche di catturare il suo avversario dopo averlo tagliato, e di volare entrambi con estrema abilità. Come in ogni festival, i partecipanti di casa ed i “vicini di casa” abbondano: fra tutti spicca lo sfortunato parafoil dal nome “Apocalipse …”, che proprio non voleva saperne di volare e che raggiunta la sua quota di volo iniziava a precipitare con ovvie disastrose conseguenze. Ma poi Anne Clement con le sue fantasiose maniche a forma di pesce sempre in cerca di un “trattore” per potersi sollevare; una serie di decoratissimi rokkaku ad applique, con visi di capi indiani d’America; pantera rosa, poi i personaggi dei Simpson’s; una stupenda idea di mongolfiera, con tanto di cestello tridimensionale e personaggi appesi, meglio, caduti fuori con un Superman in arrivo per salvarli. Lo spettacolo si alternava fra i grandi statici, volo di aquiloni al femminile (ovvero lasciate il campo alle donne); rokkaku challenge con più di trenta partecipanti; presentazione degli aquiloni artistici, fra i quali un capitolo a parte meriterebbero i soggetti del gruppo “Zoone” francese, oltre a Michel-Marie Bouquard, ed i suoi aquiloni stilizzati e davvero particolari, più volte presentati ai concorsi di Dieppe. Ovviamente presente Robert Trepanier e le sue creazioni dipinte, che finalmente giocava in casa propria, senza gli obblighi di un volo assillante; un susseguirsi di immagini volanti, alternate da simpatiche esibizioni in team con Peter Lynn ed i suoi C-Quad. Ed i buggy canadesi lanciati a tutta velocità in una gara ad inseguimento, davano quel pizzico di sapore alle esibizioni di trazione.
Foto Staff Foto Aquiloni Foto Location
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